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mercoledì 18 novembre 2015

Recensione Anubi - La Bibbia del Disagio di Taddei e Angelini.



E sprechiamo queste poche righe anche per ribadire l'ovvio: ovvero che Anubi, ultima Grrraphic Novel di casa GRRRZ è una figata.





Vorrei però spendere due minuti procioni, che corrispondono ad un minuto e 20 umano, per dire alcune cazzate importanti: io penso che il fumetto sia una nobile forma di comunicazione che rende comprensibile i concetti più complessi anche alle menti più smussate grazie al connubio forme+parole (e a volte colori). Se per recensire una simile opera di semplificazione del concetto, reso grafico e fruibile si usa un linguaggio volutamente complesso e pomposo è un po' come mangiare una mela partendo dai noccioli. Quindi io parlerò di Anubi per quello che io, piccolo procione di paese, ci ho letto e capito:

Anubi è una Grrraphic novel, quindi non un fumetto come lo possono immaginare tutti. Cosa cambia da graphic novel a fumetto? Esteticamente nulla, sembrano la stessa cosa solo che la graphic può concedersi certe libertà narrative, o finezze artistiche come un design minimal ma accompagnato dai muri di testo, tavole con griglie fantasia e beh, normalmente tratta una serie di argomenti che possono spaziare dalla narrativa alla cronaca. Insomma se volete fare un fumetto ma non rispetta nessuna delle regole base del fumetto e tutti vi dicono che fa schifo o che non si legge, ecco quella è una Graphic novel. IO LE ADORO.
Inoltre, non è necessario che ci siano più numeri della stessa serie.
E poi c'è Anubi, che rientra a pieno titolo in questa categoria ma ha quel sapore di fumetto underground, finto fatto a caso, di roba che potevi anche leggere sulle fanzine autoprodotte e distribuite illegalmente.
L'odore di una casa il giorno dopo una festa paurosa.




Entriamo nel dettaglio: Anubi è una divinità di pantheon Egiziano, una divinità legata al mondo dei morti. Per come l'ho visto io, questo libro inizia con la morte di Anubi dio e prosegue con il suo aldilà tra i vivi. Un po' alla riovescia. C'è anche il suo amico Horus, eh eh eh (cit).
E comunque anche nel suo aldiqua continua a traghettare che va bene eh. Scusate ho provato a dirlo con parole mie.



Il nostro protagonista sciacallide "vive" la sua esistenza stiracchiata in una cittadina marittima isolata dalla quale è impossibile scappare, so cosa prova perchè sono decenni che mi prometto di fuggire all'estero e ancora sono qui inchiodata alla mia di cittadina. C'è una forza strana.
I suoi amici sono maschere, caratterizzati da paturnie, paure e dipendenze. La sua casa è poco più di una cuccia. Mi sono immedesimata molto nella sua vita collosa, fatta di desiderio di fuga e piedi nella pece, gente brutta ma pur sempre familiare e cattive abitudini, camparino?
Anubi scende a patti con una famiglia molto scomoda, come la droga e gli amici ormai troppo fottuti per poter davvero riprendersi, gira in bici.... si trova anche una sistemazione: un lavoro al macello.
Dopotutto era il dio dei morti, spostare carcasse rientra a pieno titolo.



Ma non voglio spoilerare troppo: dovete leggerlo per amarlo come ho fatto io. Passate due buone orette in compagnia dei disegni minimali ma tangibili di Angelini e la prosa semplice ma non banale di Taddei(e quindi non immediata, infantile: è quel tipo di sintassi leggera ma che si presta ad essere riletta per diverse chiavi di interpretazione), 300 pagine e più di episodi che in un modo o nell'altro abbiamo vissuto, in prima persona o per detto di seconda mano.



Nel mio caso ci sono state pagine che ho divorato e alcune invece ho fatto un po' fatica a terminarle...è realistico anche questo: giornate sì e giornate pesanti.

In fine della fiera si tratta di un ottimo prodotto, impaginato bene senza inutili fronzoli e con in colori necessari: il nero e il bianco. Con i personaggi che ci servono giusto per capire le cose.
Insomma, Anubi è un inno alla vita firmato da un Dio dei Morti che porta la bestemmia più famosa del mondo in faccia.
Un sorso di esistenza molliccia da post crisi, in cui quasi tutti noi vecchie leve siamo protagonisti: una volta facevo un lavoro fico, adesso siamo caccole al macello. Cheers.


LO POTETE COMPRARE QUI: GRRRZ
13 euro e 90 centesimi
320 pagine
bello grossino
carta "toccosa" che sa di inchiostro

VOTO: 7,5














lunedì 16 novembre 2015

Recensione TUMORAMA - Fumetto di Cammello, E' FINITA LA DROGA.



Prima recensione, primo acquisto e prima consegna di BiscottiProcioni in quel di Lucca..

Tumorama l'ho preso appena messi i miei anfibiati piedi nella SelfArea. Sapevo che potevo fidarmi di Cammello (che è amico InFame di Spugna) dopotutto seguo i (loro) lavori da un po' e tra una festa marcissima e un evento a caso mi ero fatta già l'idea.



Arrivo alla self, chiedo di loro e PEM ecco il mio volume: soli 5 pratici e comodi eury per un fumetto formato quadernone scolastico (pigna rosicona) con i colori psichedelici e i disegno poffosi sopra. Dentro è in bianco e nero ma soprattutto grigio, tuttavia c'è anche lo spazio per la dedichina.
L'ho letto tutto in una botta senza mai smettere di sorridere ad occhi sgranati e senza nemmeno usare la droga, per stavolta! Davvero, è una dose garantita di BELLO da tenere in cameretta.
Come non appassionarsi a Tumorboy? Fa schifo al cazzo ed ha pure un nome orrendo ma non puoi non amarlo, così come Rubens che deve aver mangiato al nigeriano o in qualche padiglione di exxpo poco raccomandabile perchè ha delle labbra che lo fanno sembrare una papera. Ah, è ritardato.
Il cane di cui non ricordo il nome, forse perchè ormai il mio cervello è una groviera oppure perchè sono vecchia boh, è fantastico: uno sfigato con un intelligenza disumana che parla come Cannavaro e ha la considerazione di una madre casalinga nel 1995. In pratica sono IO.



Ci sono tante belle cose che vorrei dirvi ma poi vi spoilero troppo, quindi passo alle cose tecniche che avevo già detto...le ripeto perchè fa bene alla schiena (la vostra, se non ordinate il primo numero).

Tumorama è un fumetto underground, nasce come autopubblicazione cartacea per spingere un webcomic. Ed è qui che si sente odore di marketing fatto bene: normalmente si fa il contrario e si spera di arrivare sulla carta, Cammello, guidato da una saggia stella, ha pensato di sfruttare il cartaceo economico per presentare un prodotto che potrà vivere di massima diffusione sul web, rendendolo di culto prima ancora di spaccarsi i gomiti sull'internet ingrato e tagliente.
Il formato è grande, semplice, un quadernone spillato: ti da in pasto 4 episodi e alla fine, nemmanco si trattasse di una ciotola di cereali al miele con il latte finita, urlerai ANCORAH, NEED ANCOORAH!!
Le storie sono semplici, assurde ma mai sfacciate e volgari: è una comicità/sitcom ben studiata e degna di etichette importanti. Abbiamo una narrazione degli eventi comprensibile anche da una mente annebbiata come la Mia e dei personaggi carini. Io vorrei tantissimo le statuette di Tumorama.

Tumorama è bello perchè raccoglie un sacco di citazioni dal mondo del disagio senza farti sentire una merda, o nel caso: ti fa sentire una merda ma spumosa e rosa.
Presto ne leggeremo tutti online altri episodi e spero che per il prossimo anno avremo la raccolta deluxe.

Ah sì, anche io ero in Selfarea con i miei fumetti, ma quando mi hanno chiesto di votare....ho dato loro il mio voto e grazie al mio rosaprocionico voto sono stati premiati al Giuinigi come miglior autoproduzione coi LuchaLibre. E gli sono piaciuti i miei biscotti, ma del resto sono proprio un procione delizioso.



A presto con un altro acqut




lunedì 24 agosto 2015

CineRaccoon: Babadook - Commento Procionico e Giudizio



In queste sere estive il Procione, che vive in una casa che pare levata dalle mani di un kebabbaro pazzo omicida, ha deciso di darsi all'Horror come ai bei vecchi tempi.
Sono una amante del genere, fin da piccola ho sempre prediletto quelle pellicole che poi ti lasciano la sensazione di essere perseguitati da strane presenze, creature notturne o pazzi/zombie/dynomostri.
Ve l'ho già detto che dormo con la lucina? Ho una fornitissima collezione di lucette notturne, tutte direttamente dal reparto bimbo dei brico, colpa di The Grudge se non riesco più a nannare. Ma non demordo, no no no.

Oggi voglio parlarvi di Babadook, il film che è stato presentato alle sale quest'anno e, reduce da una campagna marketing Facebook mica da ridere, ci aveva praticamente convinti tutti che fosse una cosa epica. Così la curiosità va accontentata e via, guardiamolo.




Inizio a precisare che una nota positiva mi ha fatto intenerire prima della visione stessa del film: la regista è una donna ;D, yeee ogni tanto...

Partiamo dalla trama: Amelia, madre vedova di un bambino iperagitato ma geniale a modo suo, deve sbarcare il lunario lavorando in un centro anziani, mentre nel frattempo schiva le viscide battute al vetriolo della sorella in carriera (con tanto di amiche serpi). La sorella è quel tipo di persona che vorrei vedere cotta alla graticola.
La nostra ha il suo bel da fare con il figlio: è sconvolto, iperattivo e ha paura dei mostri, così ogni sera controllano assieme antri bui della casa, armadi e segue la storiella per dormire.
Il piccolo è orfano di padre dal giorno della sua nascita, ma non è tutto...Sam (così si chiama) è assolutamente cosciente della meccanica della morte: incidente in auto mentre portava la madre all'ospedale per le doglie.Il bello è che il piccolo lo racconta come fatto di cronaca in modo assolutamente lucido e innocente a sconosciuti.
Nota prociona: Se state per partorire chiamate sempre l'ambulanza. Nota due: che cazzo lo dici al bambino con i dettagli se  poi ti devi pure lamentare se è uno scoppiato a nemmeno 6 anni.


Attenzione Colonia Prociona DANGER ZONE
 ---> SPOILER ALERT! <---



lunedì 17 agosto 2015

Rocker Raccoon! Nuova Rubrica a tema Musica e correlati: Ready to Rock, il concerto in scatola con il 30% di pogo in più!


Simpatiche canaglie sudate,

 ai Procioni il caldo fa schifo, sono più per valli fresche e vita notturna ma questa vita mi vuole sveglia nelle giornate forno in questa estate che si salva solo per un aspetto: I CONCERTI/FESTIVAL METAL.
Io, Frost e una sgangherata tenda reduce di mille peripezie siamo salpati per l'autostrada direzione Slovenjia alla volta del MetalDays, dove tra birra, pogo e succhi di frutta (err...io reggo a malapena quelli) ci siamo goduti robetta come: Saxon, Cannibal Corpse, Black Label Society, Accept, Behemoth, Carcass, Kampfar, Rotting Christ..e via così. Durante la nostra cura per le orecchie, terapia che consiste nell'allenare il timpano al dolore per temprarlo (una sera sotto la colonna di cassa a sx e l'altra sera a dx, per una sessione completa e che dia i suoi frutti), una bella mattina siamo andati come soliti a prendere il rifornimento idrico/alcoolico/salsiccico per quotidiane vettovaglie e toh, c'è un tipo che sta allestendo un banchetto in mezzo ad una rotonda sotto il sole a 42 gradi.
Una cosa normale, insomma.
Ci si avvicina circospetti con in braccio un fagotto di birre ed energy drinks e poi...si ascolta....
Un gioco in scatola, il tipo parla in inglese, ambientato in un concerto..ok ok sto capendo, carte...segnalino e percorso....MA CHE FIGO, HOW MUCH?

E qui la prima figura di me/lm/a: io commentavo ad alta voce in italica lingua e esordisco con un "Au Mach?" per poi scoprire che il ragazzo al banchetto è bergamasco. OTTIMO.
Mentre spiega le meccaniche del gioco ho già in mano i soldi: take my money! e la magica, piccola scatolina si aggiunge al fagotto di beveraggi.
Andiamo con ordine:
Il ragazzo che abbiamo incontrato nella rotonda a Tolmin è Tommaso Bonetti, mente, mano e producer del gioco. Ready to Rock è a tutti gli effetti una autoproduzione, realizzata con mezzi propri e messa in commercio grazie all'impegno e alla costante promozione del gioco nel giusto ambiente.
Ho assistito al banchetto di vendita di Tolmin dove prima di prendere la mia scatola ho visto vendere diverse confezioni, idem per lo stand allestito al Fosch Fest di Bagnatica..dove ho preparato una cosetta per voi, ne parliamo dopo.

Iniziamo a parlare del gioco...








Potrei dire che è un gioco in scatola semplice.....ma no. E' SEMPLICEMENTE UNA FIGATA!
 Io che sono una convinta rocker (più correttamente metallara) e amante dei giochi in scatola quando ho visto la scatolina verde recitare "concerto in scatola" no ho potuto trattenermi. Non ci sono personaggi, non ci sono avventure spazialfantastiche, non ci sono draghi....hai solo da raggiungere il fottuto palco per asfaltarti le orecchie come un dannato! E questo mi gasa un casino.

Cosa ci Aspetta?

Contenuto:

La scatola contiene 137 carte dimensione standard, per capirci come le Magic, divise in 5 tipi:


Carte Biglietto e Vip Pass: non hanno una numerazione specifica, servono a capire chi dovrà iniziare per primo. Ci sono 8 ticket normali e un vip pass. Scegliamo un numero di ticket pari al totale dei giocatori meno uno e aggiungiamo il vip pass, chi lo pescherà poi sarà il primo a giocare. I ticket sono anche parte della plancia di gioco (partenza)



Carte Palco: 12 carte evento che entrano che possono esser attivate da altre carte (se hanno l'iconcina di riferimento), hanno effetto su tutti i giocatori. Si caratterizzano per lo sfondo giallo e l’icona della nota.



Carte Percorso: 70 carte verde acido hanno disegnate delle sagome nere di persone viste dall’alto, identificano il percorso che riuscite ad aprirvi per raggiungere il palco. Ci sono diverse varianti. Queste resteranno attive in gioco fintanto che una pedina ci resterà sopra dopo di ché verrà girata e la folla si richiuderà.
Potranno esser usate sia da chi le gioca sia da chi si troverà il passaggio libero (nel caso giocando una carta percorso si aì"aggancerà" ad una di un concorrente con sopra la pedina). 
Chiaramente sono il lato strategico del gioco, in cui l'approfittarsi o creare macello agli altri percorsi sarà il sale della vita.



Carte Flash: 38 carte a sfondo grigio, consentono di intralciare gli avversari o attivano dei bonus, come pescare più carte e girare il percorso di 180 gradi. Icona distintiva: la nota.  Questo tipo di carte è ad uso immediato, poi si scartano, gli effetti si riflettono solo sul giocatore che le sta usando. Possiamo citare la carta Birra che fa pescare una carta extra, la coda al cesso chimico, il piss stop o flashing tits (funziona anche nella vita reale)! Alcune di loro hanno la capacità di far pescare le carte palco, che hanno effetti su tutti i giocatori, spaccosissimi effetti..come la ballad che annienta le carte pogo.


Carte Muro: 7 carte con sfondo nero che hanno l’unico scopo di bloccare il percorso, in modo più o meno permanente, agli avversari, identificate dall’icona di un muro. Ad esempio le carte pogo sopra citate :D
Poi ci sono i Segnalini, 9 in tutto, a forma di plettro colorato, in cartone bello spesso! *_* ho già detto a forma di plettro!!! Sono una grossissima figata.

Il  libretto di istruzioni è in 4 lingue, spiega la disposizione delle carte e le regole. Oltre a fare una buona presentazione delle carte speciali.
Nella scatola non c'è altro ma non si sentono mancanze, forse forse una plancia di gioco, sarebbe stata un aggiunta carina, ma proprio la sua assenza ha stimolato la mia creatività eheheh, me ne sono fatta una di stoffa *_*
Uhu, dimenticavo: la scatola stessa è parte integrante del gioco: infatti opportunamente settata fungerà da palco, ovvero da traguardo.

Meccanica di Gioco:




E' una corsa alla meta, si parte tutti dalla linea di partenza creata con i nove ticket (le stesse carte che si usano per sapere chi comincia) settate a freccia negativa, la quale sarà anche il primo passo verso il percorso distante otto carte dal palco. Possiamo decidere di iniziare dove vogliamo, è ininfluente.
Pescando le carte e dedicendo il da farsi a seconda delle carte percorso o quelle speciali, possiamo favorire la nostra vittoria o, ancora meglio, mettere "la sigaretta nella birra" del nostro compare (= intralciare la sua vittoria, ehehe!)








Noi ci siamo cimentati nel gioco, così a crudo durante una grigliata molto alcoolica e poco vegana. Spaccati come delle larve ripiene abbiamo pensato bene di riattivare il cervello con qualcosa che fosse in tema, così messa la musica giusta ci siamo cimentati:

- aprire il sito official: http://www.readytorock.it/  che magicamente diventa super mobile friendly e sarà un eccellente ponte tra le regole e il gioco al primo tentativo.
- posizionare correttamente le carte alla giusta distanza dal palco...ok ci metterete un pochetto, ma io mi sono fatta il tappeto finto prato per concerti. eheheh con le caselle e tutto <3 
-dividere le carte palco dalle altre che andranno mescolate (eccezione per le carte ticket che restano a formare la freccia invertita)
- Giocare: si danno le carte e poi via. E' splendidamente figo.

Chiaramente vi invito a scoprire questo gioco visitando il sito ricco anche di video esplicativi, extras, faqs e recensioni. Così vi fate un idea....e la loro pagina FB!


VOTO: 8/10


Impressioni: 
- ok anche per le menti più "semplici"
- ok anche per chi ascolta musica brutta, imparerà
- realizzazione davvero figa per essere un autoprodotto
- superportatile

Consigli per aggiunte nerd:
-mettete le card nelle custodie di plastica (tipo Magic)
- Createvi un tappeto di gioco...oppure partecipate agli eventi gomitoli per averne un..nulla che vi spoilero troppo.


Intanto vi lascio queste due chicche splendide: sto realizzando un video, un video molto speciale che non sarà una recensione sul gioco ma qualcosa di molto meglio. (eh..)
Insomma vi conviene star ben bene sintonizzati sulla ProcionPagina di FB perchè non ve lo dovete perdere...ci sarò io, un po' di gente bruttissima e becera, la birra e il gioco che sarà protagonista.
E altre due scatole. E una videocamera.
Sì, forse....c'è da fare qualcosa perchè possano avvicinarsi al fortunello. Non dico più nulla!

Alla prossima, che ho milioni di cose da dirvi e mi sento un po' incazzata perchè domani vado a lavorare. 




**disclaimer: no, non mi hanno regalato una ceppa, tutto pagato dal Procione, sì esistono ancora persone che pagano, questo vuole essere un blog cazzosamente genuino**


PINK RACCOON










giovedì 9 luglio 2015

Un fulmine a ciel sereno: Daryl Dark? Una provocazione o una Rivelazione?



Buongiorno Pelosi,
sono qui a mostrare una cosa che ha dell'incredibile: è uscito da pochissimo, direttamente dalle fucine di Cagliostro E-press, il numero OO di Daryl Dark L'irregolare di Baker Street.. 

Allora procediamo per gradi.



Il fumetto è questo qui: Numero Zero di DarylDark
Parla di un investigatore dell'Incubo, che abita a Londra, che ha una spalla e che risolve misteri "pulp weird".
Le iniziali, il luogo, il lavoro, ex poliziotto e la spalla comica che ricalca una vecchia gloria del cinema muto/comicità classica da macchietta. In questo caso Olyver Hardy, OLLIO!
Aggiungiamo al tutto una sana dose di...oddio non so.

Leggere questo numero 0 mi ha completamente stravolto: sono davanti ad una cosa che vuole essere seria oppure ad una colossale trollata architettata più o meno bene? Non so dove voltarmi.
E' è questo lo scopo di DD (e di Cagliostro)...non DYD chiaramente, perchè sì sembra la versione masterizzata di Dylan Dog ma ha qualcosa di strano: troppe le citazioni,una vagonata in libera corsa, troppo voluta la somiglianza (stile carta carbone) con l'ambientazione del nostro Indagatore Dell'Incubo, troppo impostato l'editoriale. E' una trollata. Dai, vero che lo è?

(Dylan non si esprime)


A Recchioni, che con la new wave di Dylan Dog si è fatto un tot di haters (quelli che no, non si tocca il passato, insomma i DYDminkia) questa prima prova ha scatenato la risata isterica:


Vista così potrebbe sembrare un encomio troppo aperto, lascio l'interpretazione leggendo direttamente sulla bacheca, che è open access a tutti. 

Ci invita a leggero, ma quello lo ribadisco anche io, è un esperienza, dovete sapere. Tutti devono sapere.
Davide la Rosa, grazie alla sua grandiosità s'è pure beccato la copia cartacea autografata, fortunello.


(Gianni Morandi ha fatto scuola)

Recchioni sembra citato anche come personaggio, tale Robert Relich, spiccicato.
Allora...aiutate un procione a capire cosa sta succedendo prima che scoppi l'internet..

DARYL DARK....è una trollata fenomeno di marketing spaziale che prendo il mio lavoro e ci faccio carta igienica OPPURE è quello che sembra essere..un progetto editoriale masterizzato frutto di un idea ancora da comprendere a fondo e del lavoro di autori emergenti?

Il PROCIONE CHIEDE IL VOSTRO AIUTO! Leggetelo e poi ditemi!



Nota: se non ho visto male Daryl ha una Porsche...stesso designer del maggiolino....è un caso? ADAM KADMON!



martedì 9 giugno 2015

Recensione Fumetto: Greedy Flower di Alessandra Alyah Patanè - Shockdom



Ciao a tutti Procioni!

E' giunto il momento di recensire Greedy Flower, questo fumetto dalle mille sorprese che la cara Alyah ha pubblicato con ShockDom.
Perchè proprio adesso? Subito detto: ho finito proprio in questi giorni di leggere tutti e tre i volumi fino ad ora pubblicati da Shockdom di questo titolo, e ora vi racconto come è andata!



Inizio con una brevissima sinossi del fumetto:

Keo, un bambino non morto, gira per la città in cerca di anime di cui nutrirsi e per farlo, utilizza un mazzo di rose con vita propria (chiamate partner), al servizio di un oscura orda di creature note come Robo capitanati da Kurobo. Il mondo in cui si sviluppano le vicende è il risultato (si suppone) di guerre e cattiveria umana, abbandonato a se stesso. Nel corso degli eventi faremo conoscenza della dolcissima (fino a che non si mette a cantare) Moo, accompagnata dal suo fedele felino Bastet e di un altro ragazzino dalla simile sorte di Keo , Jeko, che si nutre di memorie (i bambini così ridotti dai Robo son detti "contenitori"). L'atmosfera è quella di un urban horror farcito di avvenimenti fantasy e i temi trattati sono molteplici, dalla violenza (psicologica e a volte anche fisica) sui bambini, al lavoro ed espedienti per la sopravvivenza, alla morte.





Non volevo spoilerarvi troppo, mi sono limitata ad una visione d'insieme che avesse anche lo scopo di insidiarvi un po' di curiosità mordicchiosa, poiché adesso arriva il punto in cui vi spiego:


Perchè Greedy Flower è un Fumetto che vale la pena comprare






Alessandra Alyah Patanè è una fumettista che ha fatto suo uno stile pulito, tenero e al contempo versatile. I suoi protagonisti sono bimbi pucciosi, disegnati senza troppi fronzoli, ma eccellentemente caratterizzati. Keo ha una sua dimensione personale, un suo spessore caratteriale, così come Jeko, Moo, il gatto Bastet e i filamentosi Robo.
La trama ingrana pagina dopo pagina e possiamo percepire la crescita di stile e corposità del fumetto volume dopo volume. La semplicità con la quale ci viene presentata la prima raccolta di capitoli però non stride con questo aumento di suspence nei volumi a seguire, anzi, si fonde perfettamente rendendo ogni particolare (dalle prime pagine in poi) cruciale per gli intrecci degli eventi e lo sviluppo di ogni personaggio.
Una nota molto positiva: Greedy Flower è un fumetto con pochi personaggi principali (4+ i cattivi) il tutto stemperato in un ricco background approfindito da schede dedicate e simpatiche gags, questo mix non corre mai il rischio di appesantire la lettura rendendola coinvolgente mantenendo il livello di attenzione stabile.




Domanda da neofita di questa serie: ma siamo sicuri si tratti di un horror? Sì, i temi ci sono tutti: disagi famigliari,traumi, organizzazioni mafiose, morte, esseri crudeli soprannaturali, smarrimento, maltrattamento dei bambini, futuro distopico. Come è possibile che un fumetto con temi tanto pesanti funzioni senza "farla fuori dal vasino"?
Alessandra ha trovato la strada giusta, lo stile idoneo e il timing migliore, mixando temi cupi a battute allegre, bambini e parolacce, caramelle, mostri e primi arrossimenti <3. Non ci sono falsi pietismi, non c'è morale da 4 soldi, ma una storia molto avvincente che riesce a dare a qualsiasi fascia di lettore(dai 13 ai 30+ anni) la sua chiave di lettura (davvero, quest'opera ha diverse chiavi di lettura) per gustarsi il fumetto fino in fondo senza ripensamenti.





Una nota sullo stile...io non so se azzardo male ma credo si possa parlare di manga occidentalizzato come lo fu per Scott Pilgrim di O'Malley, quel mix fusion che sa di nuovo e avvicina chi apprezza una fazione o l'altra ( o tutte e due, come me <3)senza rinunce.

Greedy Flower è nell'insieme una piacevole scoperta, dal BLOG si evince che ci saranno 6 numeri in tutto (ed è pieno di curiosità interessanti), siamo e metà e non vedo l'ora di avere i tre restanti volumetti tra le mie mani.

Scheda Fumetto:

Titolo: Greedy Flower
Autore: Alessandra Alyah Patanè
Editore: Shockdom
Target: dai 12 anni in su (imho)
Genere: horror/fantasy
Formato: brossura, copertina flessibile, B/N, A6

Dove si possono comprare? Nelle fiere dove sarà presente lo stand ShockDom o qualsiasi banchetto che lo rivenda, in fumetteria, sul sito della ShockDom, il prezzo è 7€ (per il numero di pagine è un ottimo prezzo).


Voto Procione: 8


Il Procione Critico: E' talmente una figata sto fumetto che un po' mi spiace che chi abbia revisionato le copertine, prima di mandarle in stampa, non le abbia fatte tutte uguali...ci sono dettagli nella costa differenti tra i vari numeri. 

martedì 12 maggio 2015

Recensione Fumetto: Devil's Joke - Volume 1 - Di The Fresco (Mangasenpai)



Oggi passiamo di cosa tostissima in cosa tosterrima! Parleremo di un titolo Mangasenpai che ho prenotato con immensa trepidazione prima dello scorso Lucca Comics: Devil's Joke di The Fresco.




giovedì 26 marzo 2015

Pink Raccoon Consiglia: Spugna! e Una Brutta Storia - Grrrz



 Un sabato sera, precisamente il 7 Marzo c.m., il Procione Gomitolo è sgattaiolato alle Officine Libra di Monza.
Complice: una soffiata del Gian,  come spesso accade mentre gironzolo per il suo negozio vedo cose appese ai muri e le leggo. Sotto all'invito curioso aveva questo nuovo volumetto, ho chiesto e toh si presenta un nuovo talento proprio al Libra. E così che fù.
Premessa: il Gomitolo non esce mai la sera se non strettamente necessario e solo se previsto cibo goduria, causa inettitudine alla vita sociale. Beh,  è stata un'esperienza scoprire questo locale! Accoglie bene l'ambiente: soffitto coperto da locandine di ogni tipo (Studio Ghibli in pole), mappamondi come lampadari, ottimo cibo e c'è pure la Ludoteca.



giovedì 19 marzo 2015

Pink Raccoon Consiglia: Recensione del fumetto ALE & CUCCA - Mangasenpai



Eccoci di nuovo,

ho tipo  mille bozze da completare ancora dalla scorsa fiera di Novegro (primi di Febbraio) e adesso è pure passato un Cartoomics da paura.
Ho visto gente fighissima, importantissima, autori megagalattici, ho stalkato Boban Pesov facendogli foto da lontano e pure Sio.
Che per colpa della sua fama mi ha allontanato dallo stand di Shockdom..mannaggia! Ho mille cose ancora da comprare...Tuttavia la tappa più importante l'ho portata in meta e ho sostato allo stand di Mangasenpai per rompere le balle alle autrici (credo di averne traumatizzata più di una, e averne fatta scappare un'altra) e agli editori stessi.




Ho saltellato per lo stand, ho fatto foto e preso TUTTO quello che ancora non avevo, ora lo posso dire che ho tutti manga prodotti da questa casa? Ahahahah sì è proprio così! Come posso essere un ottimo punto di riferimento (i procioni se la tirano, è risaputo) se non recensisco tutto? E poi sono una femmina...non ce l'ho l'occhio economico.

Le fotine di gruppo le metto nel post dopo, che poi mi diventa dispersivo e vi annoiate...lo so che avete una soglia dell'attenzione pari a quella del mio gatto! 
Passo subito la palla alla presentazione del volume in esame oggi, prima due righe sull'autrice:

Elisabetta Cifone ha solo 22 anni e arriva da Bologna. E' entrata nella crew di autori di Mangasenpai portando il suo fumetto Ale & Cucca come opera prima su carta. Leggendo all'interno della presentazione  (nel volumetto) si scopre il magico legame che esiste tra l'autrice e i suoi personaggi: non sono nati per esigenze di trama ma sono letteralmente cresciuti con lei...ha iniziato a disegnarli da piccoli, bambini di pochi anni fino a farli arrivare all'adolescenza. Un operazione magica che traspare da tutte le pagine del fumetto, in cui per la prima volta ho visto personaggi stampati parlare con lo sguardo. Come fossero vivi.



ALE & CUCCA - Recensione Volume




Il volumetto di Ale & Cucca si presenta nell'ormai da me definito formato "mangasenpaide"(un riferimento al termine "bonellide" eheh come origine del termine), brossura di una novantina di pagine stampate su carta di qualità in B/N con copertina a colori lucida effetto glossy.

Avete letto bene, si tratta del volume 0, zero.
Cosa significa??
Beh è semplice, questo volume vi accompagnerà nel mondo di Ale e Cucca, vi presenterà i circolino di amici frequentati dalle ragazze e...basta che vi spoilero troppo XD





Ho letto questo volumetto in pochissimo tempo, oppure è passato molto tempo senza che me ne accorgessi, mi sentivo all'interno degli eventi, così tangibili, così reali.
I personaggi rappresentati dallo stile super realistico di Elisabetta, con il tocco bambolesco dei volti grandi e super caratterizzati, sono vivi, respirano. Si vede che hanno avuto una vita, hanno il loro carattere, le passioni e nulla è lasciato al caso. Ecco non sono attori. Anche se non succede nulla in alcune scene, è stupendo essere lì, in mezzo alle chiacchiere da spiaggia, da gelateria o al parco. Mi baso sulla mia esperienza di lettrice accanita di fumetti: purtroppo il Procione ha tanti anni, più di 10, più di 20 e....più di.3...enta,
leggere le avventure di tutti i giorni di un gruppo di adolescenti che hanno vissuto un salto generazionale pazzesco rispetto al lettore, riuscire comunque ad appassionarsi ai personaggi...è qualcosa di immenso e molto maturo.
Mi aspetto ora il numero 1, 2 e via dicendo per poter meglio giudicare la storia in se, ma dubito fortemente in un calo di qualità.




Lo stile del disegno: Lo vedete bene voi stessi, è pulito, gal, ricco di particolari, accessori e mi ha ricordato a tratti Ai Yazawa e Mihona Fuji (autrice di Gals!) per le ambientazioni e i dettagli.
Mi piacciono le espressioni, sono studiate bene, le scelte di inquadratura (che sono davvero dinamiche) e l'uso dei retini che non appesantisce mai la visione d'insieme!


Questo volume, come altri che recensirò della stessa casa editrice, fa parte della collana Love-Me, etichetta dedicata alle emozioni al batticuore! Della stessa serie: Butterfly Effect, Oh, Darling! che saranno presto oggetto di recensione :3 prociona.


Grazie al preordine ho potuto avere anche uno sketch insieme al volume *^* e l'ho subito appeso al muro! Awwww


Potrete ordinare il volumetto a questo indirizzo: 
BUYBOOKS.IT/Ale&Cucca

Tutte le informazioni sul progetto Manga Senpai: MANGASENPAI

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Spero che questa recensione vi sia piaciuta, in ogni caso chiedete/opinionate liberamente nei commenti!

Pink Raccoon


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-ptchù-





lunedì 18 agosto 2014

Procione Legge e Consiglia: L'Usuraio di Shohei Manabe, lettura perfetta per riflettere.


Ci sono fumetti/manga per divertirsi, da ridere, da passeggio, da ombrellone...e quelli invece che con la loro crudezza, con la loro (esagerata) realtà ti incollano le cornee alla carta, ti fanno aprire gli occhi, quelli della mente, e ti portano sul piano della riflessione. 
Esagero io adesso?
NO.



L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga



E vi spiego perchè: L'usuraio di Manabe l'ho comprato subito appena trovato dal Gian (Kingdom Of Comics) a Gorgonzola, una cosa tipo magnete potenza inaudita.
L'ho messo in saccoccia e subito a casa l'ho letto. Sapevo che sarebbe stato quanto mai interessante se non bello. Si è rivelato un cazzotto allo stomaco, una ramanzina, una sofferenza che passa diretta dall'inchiostro alle dita, al cuore, come una puntura di medicine. Sapere questo Porocione idiota una volta era una Fashion Sticazzi Blogger che pensava solo a comprare per dimostrare. Entrata in una spirale autodistruttiva non potevo fare altro che indebitarmi come una tossica, perchè ero tossica: di like su facebook e sui vari social. 


L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga review manga

L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga comic recensione



Ok, bimbi, era tanto tempo fa, ora sto meglio, però ho letto quelle pagine, ho visto quelle scene e ho capito tanto. E penso che sia necessario, per la società cui ci siamo assuefatti, per lo spendacciare senza motivo e perchè un frustata ogni tanto fa bene.


L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga recensione procione


Immagini forti, scene violente, situazioni pesantissime. Personaggi privi di anima e cuore, come il protagonista Ushijima, che esercita il suo mestiere di aguzzino con una professionalità fredda e matematica. I suoi accoliti colpiti dalla sua glacialità comprenderanno come il lettore le motivazioni alle spalle....ma niente spoiler! Godetevelo, e basta minchiate!! Per una volta, almeno leggete qualcosa di utile.



L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga fumetto



PS. Consiglio da femmina: fatelo leggere alle vostre fidanzate e se non capiscono, repeat.

Abbracci Gomitoli!


PS: noi che siamo sul pezzo, o quasi....ESISTE ANCHE LO SCENEGGIATO TV!


L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga tv series

SITO UFFICIALE - si capisce na mazza, ma vogliovederlo

LUI E' TROPPO UGUALE #figo

L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga movie

L'usuraio Shohei Manabe Planet Manga movie


AIUTATEMI A TROVARLAAAH

I personaggi sono così uguali, dai chissà le scene come le hanno realizzate, chissà gli effetti speciali, chissà le situazioni *____* AAAAAHHHHH!!!


-finemomentopazzo-



mercoledì 4 giugno 2014

Una risposta pratica: Lo ZaiNerd Ikea!

Io mi sono follemente innamorata della Handbag Of Holding di Think Geek: una borsa ultrapratica piena di taschine organizzate e scompartimenti ben congeniati per metter tutto a posto e non perdere nulla....Sì sono una femmina, questo comporta un frugare continuo nella mia borsetta alla ricerca disperata delle chiavi, del telefono o di altre cose che hanno fatto venti naturale sulla destrezza (Privilegio di classe: Schivare Prodigioso) e non si trovano più. MAI PIU'.

Comprerei tanto voltentieri da Think Geek ma spedisce dagli USA e, oltre al tempo necessario per le spedizioni, si frappone anche il dramma dei dazi doganali :C


(lei, la perfezione d'oltreoceano)


Così ho cercato in giro per la fetta di mondo a mia disposizione una valida alternativa...uhm milioni di cosi similtipo li hoa anche trovati, ma... uno era brutto, l'altro costava i soldimila, questo è di tessuto scadente..uff...quell'altro è troppo bimbominkioso.

Poi vai all'IKEA per comprare le caramelle gommose con lo sconto, che tanto la tessera Family l'hai fatta solo per quello, una quantità illegale. Poi già che ci sei fai un salto al Market. Sì insomma quello delle cose a caso (i non mobili).

BEH, il caso ha voluto che ci fosse lei!!!


Aspettate a giudicare.
Sembra banale, lineare e ikeosa...ma riserva le meraviglie!! Innanzi tutto è uno zainetto monospalla. Non un tascapane: questo la rende molto più pratica. Poi ha una forma precisa: quella di un laptop.


Sul retro, sempre nella sua algida forma euclidea perfetta, mostra la cinghia a moschettone, e il relativo elastichino giallo fluo, tocco pazzo, per assicurarla all'altro lato ( e poterci correre senza schiaffeggiarsi con la borsa),  una cover (al monospalla) strap imbottita piena di taschine e zip per aumentarne la campienza ( e il comfort). Sì la cinghia monospalla è fatta di cintura di sicurezza.
(Avete detto FREITAG? EH?? COSAAAHH??)


La pazzia dell'elastico fluo si ripete sul bordo superiore. Come si può intuire dal bordo a soffietto è una borsa nata per la capienza....e non è finita:




Sul fondo è presente una cerniera zip che permette di ampliarne la capienza....in modo esponenziale.

E si espande davvero tanto, il fondo è anche imbottito quindi la capienza fa riferimento anche ad una buona resistenza. 

Dietro ha queste due zip, che se aperte lasciano accesso ad uno scomparto molto tattico: pieno di zippine, retine, tasche, portapenne ed organizers....c'è anche un bottone magnetico (quel tondo) che aumenta l'aderenza della tasca che sopra resta comunque aperta altrimenti. Anche se solo una busta piena di ragionati scompartimenti è già molto capiente.


Sotto la pattina davanti, c'è una cerniera che sembra piatta piatta...ma è in grado di contenere senza limitaizoni per altre tasche: un fumetto, una guida e un giornale.


Nella tasca principale abbiamo spazio per un notebook considerevole come un Vaio, una scatola di un High Grade Gunpla, una bottiglia d'acqua grossa. Ora noterete che c'è anche quella sacca porta laptop: è inclusa nello zaino ed è utilizzabile separatamente (discreta imbottitura, porta fino ai 15").



Tutto perfettamente organizzato: e non pesa nemmeno troppo...sembra calibrare bene.



Possiamo notare che anche all'interno della tascona principale c'è una tasca ulteriore che permette di alloggiare una PSVita completa di guscio! Il tutto con gli spazi mega ottimizzati!!



Impressionante! Ci sta tutta una cameretta in pratica *^*



QUANTO COSTA?
Circa 29€ con la Family, 39 senza 

MORE INFO --> UPPTACKTA

DI COSA E' FATTO?
E'' un materiale resistente in fibra sintentica, colore unico: grigio pietra.

PER COSA POSSO USARLO?
Università, tempo libero, lavoro, bagaglio a mano. Pesa niente.

Giudizio: OTTO PIU'


Contro: colore unico, stile molto nordico (può non piacere a tutti), cerniere a buona tenuta ma non ermetiche.



A presto con altre recensioni gomitole :3

Momo