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domenica 27 settembre 2015

GUNDAMODELLISMO HG F91 Gundam F91 - review Gunpla - a cura di Frost

Ciao a tutti e bentornati finalmente alla rubrica delle recensioni. Ne è passata di acqua sotto i ponti dall’ultima review, ormai l’estate è finalmente finita, così come la sessione d’esami, e finalmente il vostro caro Frost può smettere di nascondersi nel suo antro oscuro. In realtà questa recensione sarebbe dovuta uscire a luglio, ma il computer è stato simpatico ed ha deciso di perdere rovinosamente tutti i dati mentre ero in vacanza. Eccoci quindi, dopo una formattazione e svariati libri di diritto più tardi, a pronunciarci sull’amato argomento dei miei giocattoli per adulti preferiti.


In questo anno passato insieme abbiamo osservato fondamentalmente kit basati su mecha dell’Early Universal Century, che di per se sono anche quelli generalmente più facili da reperire, con qualche sprazzo di After War Era. Oggi però cambiamo target concentrandoci su di una piccola chicca (in tutti i sensi) fuoriuscita da uno dei film di Gundam che preferisco, Mobile Suit Gundam F91.


All’interno della timeline UC, l’opera si piazza verso la parte finale di questa, e ci propone una storia nuova, incredibilmente priva della classica diatriba tra Federazione Terrestre e Principato di Zeon/Neo Zeon. Questa volta alla Federazione (relativamente assente, tra l’altro) si contrappone la Crossbone Vanguard, la forza militare privata della famiglia Ronah, la cui visione del mondo si manifesta nel tentativo di instaurare un sistema di governo mondiale fondato sull’aristocrazia, nonché nella gestione del problema di sovrappopolazione, tramite lo sterminio di massa. Insomma, un mix tra la Regina d’Inghilterra ed i cattivi di James Bond (anche perché provate a scontrarvi con uno che si chiama Iron Mask Carozzo e non farci nemmeno un pensiero). Purtroppo il film ha delle tempistiche che si sentono strane e forzate, in quanto inizialmente questo concept sarebbe dovuto essere sviluppato in una serie vera e propria, con tutto quello che ne deriva (come esempio, provate ad immaginare Breaking bad riassunto in un solo film), ma nonostante tutto è estremamente piacevole da vedere.
Ma io non sono qua per recensire un film, quindi buttiamoci subito sul pezzo, e andiamo a capire perché volete comprare il kit del Gundam F91.


Punto primo, questo modello è solido. Si, mi è già capitato in passato di lodare questa caratteristica per altri kit, ma nel caso del Gundam F91, a momenti si raggiunge il livello action figure.


Punto secondo, le articolazioni. Le braccia hanno un range di movimento di quasi 180° di flessione e grazie ad un concept di assemblaggio diverso rispetto al solito, un estensione verticale pressoché completa. Le gambe, dotate di doppio joint (come le braccia in fin dei conti) permettono una piega di poco superiore ai 90°, ma che balza all’occhio come molto naturale. Bacino, anca e testa invece seguono i dettami ormai standard. Particolare menzione va data ai piedi, che riescono ad offrire una superficie piatta d’appoggio, anche nelle pose con gambe ridicolmente dilatate.


Punto terzo, il design. Come credo si noti dalle foto, questo kit non è il solito Gundam. Ok, i colori sono effettivamente quelli d’ordinanza, o comunque qualcosa che vi si avvicina molto, ma già la linea del busto dovrebbe far intuire che qualcosa non segue la norma. Come dicevo prima, infatti l’assemblaggio di questo kit presenta degli elementi di novità, rispetto a ciò che ormai siamo abituati a vedere, un esempio su tutti è rappresentato dall’articolazione della spalla, dove il poli-cap, invece di essere inserito, come di regola, nel petto, viene questa volta incorporato dallo spallaccio, mentre il maschio della giuntura si trova nel petto. Insomma, il processo di costruzione porta un po’ di aria fresca.


Punto quarto, la separazione dei colori. Partiamo dal presupposto, che generalmente non apprezzo l’eccessiva presenza di stickers in un Gunpla, visto che il risultato non rende quasi mai giustizia al modello. Tuttavia, quando l’utilizzo è inevitabile, ma viene ragionato bene, alla fine ci si ritrova tra le mani un modello come il Gundam F91. Per intenderci, inizialmente ero scettico di come sarebbero apparsi i due VSBR, contando che il guscio esterno è integralmente bianco e la parte in blu notte è un adesivo. Poi mi sono detto di provare a vederlo coi miei occhi, tanto non sarebbe certo stata una modifica permanente, avrei sempre potuto rimuoverli e dipingere. Beh, non li ho più toccati. Tutti gli altri sticker invece sono semplici dettagli, piccolezze che aggiungono un po’ di colore ad un kit altrimenti molto blando, ma che non pesano affatto esteticamente, anzi, finiscono per valorizzarlo ulteriormente.


Punto quinto, gli accessori. Tenendo conto che i VSBR (acronimo che sta per Variable Speed Beam Rifle) sono permanentemente montati sul Gundam, abbiamo un dettagliatissimo beam rifle che fa il paro con un altrettanto dettagliato bazooka (che al limite meriterebbe qualche tocco di colore) due Beam Saber ENORMI per un HG di queste dimensioni (e purtroppo anche l'unico punto dolente dell'intero armamentario, essendo effettivamente tanto lasche, quanto sono solide le altre armi), e la chicca del late Universal Century, il Beam Shield, dall’aspetto assolutamente spettacolare. Ok, non è tantissimo, ma la cura riposta in tutti questi pezzi di armamentario vale molto più di una tonnellata di armi.


Punto extra, la “trasformazione”. Il Gundam F91 ha una peculiarità, la velocità (ora, evitando spoileroni, vi basti sapere che la F di F91 sta per Formula), il design stesso richiama il concetto di velocità, ma al contempo quello di surriscaldamento (andiamo il petto è un enorme radiatore), andando quindi ad evidenziare il problema della dissipazione del calore. Ecco quindi che dagli spallacci possono fuoriuscire degli ulteriori radiatori (in realtà fuoriescono nel film, qua bisogna sostituire i due pezzi) e che la maschera facciale si apre (come prima, solo nel film, qua bisogna cambiare la testa) per fare cose che in realtà non sono molto ben spiegate nel film, o che forse non ho capito bene io.


Insomma, rendiamoci conto che se sono qua a scrivere così tanto per un kit compatto ed economico un motivo ci deve essere. E questo motivo è che in realtà lo state già comprando, anche solo per dipingere di rosso le parti blu e proporlo in salsa F91 Imagine, come nella prima serie di Gundam Build FIghters.


Anche per questo Gunpla devo comunque ringraziare Vincenzo della Comics Addiction, che da bravo spacciatore me l’ha procurato un paio di fiere fa, e che questo weekend (considerato l’orario d’uscita di questa recensione farei bene a dire “oggi”) sarà presente alla fiera di Fumettopoli che si tiene in quel di Assago. Insomma, se vi trovaste nei paraggi fateci un salto, e magari ditegli pure che vi mando io, è un simpaticone, e quattro chiacchere fanno sempre piacere. Soprattutto quando si è circondati da montagne di Gunpla.


Detto questo, ho l’impressione che ormai enunciare un verdetto per questo kit sarebbe solo una formalità, ma le tradizioni è meglio seguirle, e se mi sputtano ulteriormente lo schema di questa review, poi finisce che comincio ad incasinare pure le prossime, quindi, bando alle ciance, ULTRA RECOMMENDED.
Davvero, compratelo.

Ci vediamo alla prossima review.














lunedì 20 aprile 2015

GUNDAMODELLISMO HGUC MS-06FZ ZAKU II FZ - REVIEW GUNPLA - A CURA DI FROST

Cominciamo questa review con una precisazione. No, Frost non si è tramutato in ghiaccio, come il suo nome indicherebbe. No, Frost non è diventato un minerale per cui contano solo le ere geologiche. E no, Frost non era in degenza ospedaliera a causa delle botte ricevute per non aver scritto sul blog recentemente. Ok, quel recentemente, applicato a questo caso fa sembrare quasi plausibile la storia delle ere geologiche. Ma basta chiacchere, e affrontiamo il post, che se no poi mi meno via, e la recensione va a farsi benedire.



venerdì 28 novembre 2014

GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost

Ciao a tutti e bentornati nella rubrica sui GunPla! Inanzitutto mi tocca scusarmi per aver tirato tanto per le lunghe questa review, e rassicurarvi che il Procione Rosa non è morto! Però da bravo mammifero è in uno stato pseudo letargico, e comunque vi sogna molto! Detto ciò, in attesa di un vero e proprio risveglio al cardiopalma, appropinquiamoci alla recensione del giorno (qui i miei lavori precedenti).


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Oggi si parla di MS-18E Kampfer, Mobile Suit del Pincipato di Zeon concepita per l’utilizzo da parte di forze speciali in operazioni dietro le linee nemiche. Ma come si può infiltrare un robottone di 18.2 metri dietro il fronte? Alla fine è pur sempre alto come un palazzo di sei piani! Andiamo, se state leggendo questa rubrica lo sapete benissimo. Allo stesso modo in cui un GunPla entra in casa nostra, ovvero smontato. Infatti principale caratteristica del Kampfer era la possibilità di essere assemblato e disassemblato facilmente in blocchi.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Come si nota dalle immagini, la mobile suit è coperta di propulsori che la rendono estremamente agile e manovrabile. Non per nulla la E della nomenclatura indica “ein Hauen” ovvero “un Colpo” esplicitando appunto il ruolo di mezzo da assalto lampo coperto da questo mecha.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Inoltre dalle immagini si può vedere l’incredibile numero di armamenti portati dal Kampfer, chiaramente sempre nell’ottica di fare il maggior numero di danni con una singola mobile suit, dopodiché dileguarsi velocemente abbandonando le armi.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


È palese l’assenza di beam weapons –se si escludono le beam saber montate all’interno delle cosce- e questo per evitare di consumare ulteriormente la potenza del Generatore Minovsky interno dedicato quasi esclusivamente a garantire la resa performante dei vari propulsori.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Stavolta ho optato per “zero spoiler” ergo, per quanto riguarda la rappresentazione in campo di questa mobile suit non mi resta che invitarvi a guardare Mobile Suit Gundam 0080: War in the Pocket, piccola miniserie di 6 OAV che ha davvero molto da offrire, oltre che un sacco di carne al fuoco (questa è una battuta che capirete bene dopo averla vista). Vi basti comunque sapere che il Kampfer è pilotato da un russo che beve alcool. Questo.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Il model kit non è proprio recentissimo, ma nemmeno troppo vecchio (parliamo del 2008) e infatti la qualità delle articolazioni è veramente pregevole, escludendo chiaramente le limitazioni derivanti dal design della Mobile Suit, come il ginocchio, che non può piegarsi più di tanto a causa del propulsore presente sul retro della “coscia”. particolare degno di nota è il ball joint nel busto, che finalmente ha la possibilità di muoversi decentemente, pur essendo un modello di Zeon, dato che i Power Cables non interferiscono con lo stesso!


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Anche la separazione dei colori è degna di nota: ci troviamo infatti davanti ad uno dei pochi -se non l’unico- high grade in cui viene fornito un pezzo distinto per l’interno dei propulsori. Ok, non tutti i propulsori, ma tenendo conto che la maggioranza di coloro che comprano i Gunpla li mettono in posa esibendo fieramente il lato frontale, si può dire che questi diano il meglio di se.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


Altra cosa eccezionale di questo modello è il quantitativo di accessori: abbiamo ben due fucili a pompa, due lanciarazzi, due sturmfaust, due beam saber e per finire in bellezza, una chain mine, ovvero una serie di mine magnetiche montate su una catena. Non vi sono molti sticker, infatti oltre al monoeye (riproposto ben 3 volte) abbiamo due fasce bianche -una per l’antenna, e l’altra per uno spuntone sulla spalla sinistra- due simboli di Zeon e due loghi della squadra Cyclops. È sicuramente un modello particolare, ma così pieno di pregi che sarebbe un peccato farselo scappare. 


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost


A questo punto, direi che il verdetto parrebbe abbastanza scontato: il modello non presenta articolazioni lasche o parti propense a cadere, tutti gli armamenti stanno ai loro posti -permettendomi di sottolineare la solidità del Kampfer- ma la posabilità è limitata dal modo in cui sono concepite le gambe. Se riuscite ad andare oltre quest’ultimo punto è MEGA RECOMMENDED, ma se proprio la cosa non vi va giù allora vi consiglio di procurarvi un action base e farlo librare nell’aria, mentre vola ad estreme velocità, nonostante il fuoco nemico, verso il prossimo bersaglio! In ogni caso ci vediamo al prossimo Gunpla, letargo permettendo.


GUNDAMODELLISMO: HGUC MS-18E Kampfer - review Gunpla - a cura di Frost



p.s questo post è di 666 parole

















mercoledì 8 ottobre 2014

GUNDAMODELLISMO: HGUC Gundam Zeta Plus A1 - review Gunpla - a cura di Frost

Ciao  a tutti, sono passati mesi dall’ultima review, e me ne scuso, spero che voi 25 lettori sarete tanto magnanimi da perdonarmi, ma nel mentre dovevo vitafaggare.


Gundam Zeta Plus A1


Chiaramente uno come me quando dice vitafaggare intende comunque “comperare tonnellate di gunpla” e quindi è stato come una specie di dovere condividere con voi le mie ultime scoperte, nella speranza sia di consigliare che di convertire (comprategunplanow).


Gundam Zeta Plus A1


In ogni caso, ricordate Vincenzo della Comics Addiction, di cui vi parlai nella scorsa review? ecco, tenetelo a mente, che farà parte della nostra storia. Tutto è cominciato un sabato di settembre: avevo appena dato un esame e quindi ero gasato e dotato di soldi, ergo per cui venne deciso di andare alla fiera del fumetto di Assago. Il tempo inenarrabile di percorrere praticamente tutta la linea verde ed eccoci li, all’ingresso. Il mio zaino vuoto fremeva di Gunplamania, ed una volta entrato, ecco ancora là il mio spacciatore preferito, e sul suo banchetto cosa notano i miei occhi, se non gli ultimi Gunpla usciti? Arrogantemente gli impongo di vendermi sia il Full Armor Gundam Thunderbolt (che non è appena uscito, ma lo Schuzrum Galluss non mi fa impazzire come è stato realizzato) che appunto il Gundam Zeta Plus A1, protagonista di questa recensione.


Gundam Zeta Plus A1


Questo modello ha alle spalle una storia complicata di copyright, amori non corrisposti ed omicidi. Essendo apparso per la prima volta nella photonovel Gundam Sentinel, nata dalla collaborazione tra Bandai e Model Graphix (rivista di modellismo giapponese), è logico chiedersi a chi spetti il diritto d’autore. Ebbene, qua cominciano i casini, in quanto pur essendo la Bandai detentrice dei diritti per il nome “Gundam”, poiché fu gestito malamente il processo di management del copyright, Gundam Sentinel è di proprietà della Model Graphix, e quindi la nostra casa produttrice di giocattoli preferita necessita dell’approvazione da parte di Quest’ultima per il rilascio di eventuali modelli basati su questa serie o anche solo per fare apparire queste fighissime Mobile Suits in qualunque forma di media.


Gundam Zeta Plus A1


Grazie al cielo Bandai comunque non dimentica e –forse anche solo come fan service- ha fatto in modo che lo Zeta Plus A1 apparisse, solo per 40 secondi ok, in una scena di Gundam Unicorn. Insomma parliamo di una versione migliorata dello zeta Gundam prodotta in massa. Una figata assurda che tutti vorrebbero avere!
Ora, visto che i quaranta secondi in Unicorn non contano a livello di background e dato che non conosco la storia alla base di Gundam Sentinel perché non so il giapponese, per quale motivo ho acquistato questo Gunpla? Beh, perché fa brutto. Sia in Mobile Suit mode, che in “Waverider” mode (virgolettata perché essendo concepito per il volo atmosferico, lo zeta plus, a differenza dello zeta, non emette le onde caratteristiche di questa modalità), quindi andiamo direttamente a parlare del modello.


Gundam Zeta Plus A1


Come dicevo, è molto recente, dato che è stato rilasciato nell’agosto 2014, ed incredibilmente si distanzia dagli standard della maggior parte dei kit di Gundam Unicorn essendo un cast completamente originale. Infatti il modello precedente di questa MS risale ben al 1988, troppi anni per permettere (ma soprattutto giustificare) un recast con colori diversi. 


Gundam Zeta Plus A1


A differenza del vecchio kit, questo non si trasforma, ma si “partsforma”, ovvero si ottiene la modalità waverider semplicemente smontando dei pezzi e rimontandoli su un’altra piattaforma. Ora, per alcuni questa cosa è completamente negativa, ed io stesso devo ammettere che non è certamente il massimo montare un Gunpla per poi doverlo smontare, tenendo conto comunque della possibile usura delle parti, ma la “partsformazione” ha comunque un enorme lato positivo, ovvero la solidità del kit risultante. Certo, è una feature di comodo, che costringe comunque la casa produttrice a vendere kit da “un gunpla e mezzo” con conseguente lievitazione del prezzo, ma alla fine ci si trova sempre in mano un kit solido, ed in questo caso, comunque ben fatto.


Gundam Zeta Plus A1


A livello di articolazioni, questo kit è una specie di Meh, in quanto, per l’estrema mobilità che abbiamo nelle gambe, molto poco ci viene concesso dagli arti superiori, restando ancorati agli standard 90° di moviemento per il gomito e alla rotazione sotto la spalla. Come accessori abbiamo lo scudo (parte fondamentale comunque per la modalità waverider, come lo zeta originale) il beam rifle del Delta Plus e due beam saber, oltre chiaramente ai pezzi necessari per passare da MS a waverider.


Gundam Zeta Plus A1


Come era plausibile aspettarsi, il modello viene rilasciato con pochi sticker in dotazione. In pratica abbiamo gli occhi e le varie camere come stickers metallizzati e davvero poche decal trasparenti per i markings. Un peccato, vista la natura militaristica di questa MS (i colori ricordano quelli dei caccia moderni, così come le ali a geometria variabile), ma ovviamente arginabile con un po’ di passione, fantasia e sticker da real grade non utilizzati (quanto meno, io ho fatto così). 


Gundam Zeta Plus A1


Che dire, è un modello solido come una roccia, con una linea aggressiva e una tra le più fighe Waverider mode che vedrete in giro, ma ne vale davvero la pena? Se come me amate questo design, questi colori e non pensate che l’essere un partsformer sia una cosa negativa, allora prego, questo è il kit che fa per voi, e allora è ultra recommended e il prezzo non vi sembrerà esagerato. Ma se invece amate i kit con accessori in quantità, colori sgargianti e aspetti meno militareschi, beh, forse potreste voler cercare altro. Io per mio conto mi sono divertito come pochi ad assemblarlo, e quasi rimpiango di averlo finito.


Gundam Zeta Plus A1


Sperando in altri kit tratti da Gundam Sentinel (l’EX-S Gundam è figo, ma leggermente ingombrante), ci sentiamo al prossimo Gunpla















  FROST - GUNPLA MASTER

lunedì 14 luglio 2014

GUNDAMODELLISMO . HGUC RX-78GP01 Zephyranthes Gundam - Review Gunpla - A cura di Frost

Salve a tutti e bentornati nella nostra amatissima rubrica sulla migliore religione del mondo! In questa terza review (qui e qui le altre) analizzeremo un modello decisamente più vecchio, ma non per questo inferiore. (un consiglio, mettete questa canzone in loop mentre leggete la review) 




Hajime Katoki è un nome che per molta gente non vorrà dire nulla. No, non è l’ennesimo protagonista di un anime, è una persona vera. Una persona vera che ha trovato nel design di mecha per la Sunrise (la casa che ha prodotto e diretto ogni singolo lavoro nel Gundamuniverse) lo scopo della sua vita. E i design di Katoki sono davvero fighi (per i san Tommasi della situazione, ecco un link a quello che è stato definito il miglior master grade del 2013). 




“Ma Frost, questa dovrebbe essere una review sui GunPla!” dirà qualcuno di voi. Esatto! Però ho realizzato che non si può parlare dei modelli tratti da Stardust Memory senza fare prima una breve anticipazione su Katoki. Cioè, questo modello è del 2000, tra poco compirà 14 anni, eppure ha molti più dettagli rispetto a GunPla decisamente meno vetusti (esempio d’ordinanza l’Extreme Gundam).




L'attenzione alle minuzie, le proporzioni e tante piccole accortezze fanno di ogni modello Ver Ka. (ce l’hanno scritto solo i master grade che il buon Katoki ridisegna, ma in questo caso i design della serie stessa sono figli suoi) un qualcosa di molto realistico ed estremamente piacevole da vedere (volevo dire aggraziato, ma poi mi sono ricordato del Rx-78GP02).




Dopo questo per voi interminabile intro, parliamo del Mobile Suit e diamo qualche accenno alla serie. L’Rx78GP01 –detto anche Zephyranthes (si, è un fiore)- è un prototipo di MS derivante dal famosissimo Rx-78-2, pilotato da Amuro Ray durante la già citata One Year War.




All’epoca di questa serie sono passati ormai ben 3 anni dalla fine di tale conflitto, ci troviamo infatti nello 0083 Universal Century, ed il Principato di Zeon, ritenuto sconfitto, torna a presentarsi sotto forma di una flotta ribelle, guidata dall’ammiraglio Delaz (un figo paura, btw), che in questo trascorso temporale ha pianificato un operazione –l’operazione Stardust, per l’appunto- il cui scopo diverrà chiaro nel corso dell’anime. 




Il primo passo però posso rivelarvelo, tanto in questa rubrica abbiamo visto che gli spoiler abbondano, e consiste nel furto del sopracitato Rx-78GP02 Physalis, un altro prototipo derivante dall’Rx-78-2, ma predisposto per il lancio di testate nucleari. Nell’immediato seguito di quest’atto, un test pilot della base in cui veniva custodita tale Mobile Suit, Kou Ikari, “prende in prestito” lo Zephyranthes per procedere all’inseguimento del Gundam nucleare. Chiaramente sarebbe troppo semplice se questi riuscisse, e quindi per buona parte della serie vediamo questa costante corsa per cercare di fermare il piano di quella che è un frangia estremista di Zeon.




Ma andiamo ad analizzare il modello. Come dicevo è parecchio datato, e questo si nota dalle articolazioni, che non sono particolarmente eccelse, dagli accessori e si, anche dagli sticker. Non che sia in qualunque modo un GunPla da evitare, anzi, io dico che se lo trovate ad un buon prezzo (diciamo attorno ai 13-15 euro) vale anche la pena di pensare ad acquistarlo.




A livello di mobilità, come già sottolineavo,  abbiamo alcune possibilità carine, determinate anche dal fatto che è un Gundam (il che significa skirt armor ridotta all’osso, e linea snella), ma comunque limitate e va sottolineato che non è possibile montarlo su un action base, in quanto privo dell’opportuno buco. Come sempre, la testa e il busto possono ruotare di 360 gradi, ma i gomiti possono piegarsi solamente a 90 gradi, e le ginocchia idem.




Le plastiche sono comunque eccellenti, anche se non tutte le varie parti sono stampate in colori diversi (vedasi il blu dello scudo, che è un adesivo, anche se molto figo). Ma cosa rende questo kit particolare? Beh, c’è un Core Fighter! Ebbene si, anche se assemblato così a secco, senza lavorarci un minimo sopra non porta a dei risultati mozzafiato, questo modello è fornito di Core Fighter fatto sicuramente molto meglio di quello del modello dell’Rx-78-2 (che è successivo). 




Gli altri accessori comprendono una mitragliatrice bullpup da 90mm, un Beam Rifle, l’enorme scudo di cui sopra e una beam saber in pezzo unico. Eh già, niente belle plastiche colorate trasparenti per questo modello! Le armi da fuoco invece sono sprovviste di perno da incastrare nella mano (comunque un aggiunta recente), ma il problema sorge sul beam rifle, che è anche sprovvisto di guardia per il grilletto, cosa che lo farà -ripetutamente- cadere proprio mentre state provando una posa figa. Ogni tanto questo succederà facendo anche disassemblare la mano.





Ed ora, il verdetto: il modello è divertente da assemblare e sicuramente piacerà un sacco agli amanti delle pannellature. È un ottimo compromesso per provare a cimentarsi anche nella pittura (io stesso ne ho approfittato) visto il comunque basso costo, ma alto livello di dettaglio. Anche perché, diciamocelo, per portarlo al livello di quello che i GunPla sono diventati negli anni, una bella mano di pittura su alcuni dettagli è proprio fondamentale. Quando è uscito sicuramente avrà fatto scalpore, e fossimo nel 2000 gli avrei dato un 9, ma siamo nel 2014, e per quanto l’acquisto sia consigliato, a meno di metterci mano, non può ottenere più di 7. NON PROPRIO RECOMMENDED, ma comunque compratelo, eh. Ci vediamo alla prossima Mobile Suit!

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martedì 1 luglio 2014

GUNDAMODELLISMO . HGUC RX-78(G) Ez8 Ground Gundam - Review Gunpla - A cura di Frost

Ciao a tutti e bentornati alla rubrica sui Gunpla!

In questa seconda review osserveremo l’avversario del Gouf Custom (qui l'altro mio post), il Gundam Ez8, che in realtà è la Mobile Suit del protagonista della serie da cui provengono entrambe Mobile Suit Gundam 08th MS Team. Per par condicio ho pensato fosse il caso di parlare di entrambe le campane del conflitto, quindi eccoci qui ad analizzare un Gundam.

 HGUC RX-78(G) Ez8 Ground Gundam GUNPLA

Come dicevo, è la Suit di Shiro Amada, ufficiale idealista della Federazione Terrestre, assegnato al fronte Sudest Asiatico per contrastare sia l’attività di ribelli locali, sia quella delle truppe di Zeon - che hanno comunque un controllo abbastanza ferreo della zona - dalla cabina del suo RX-79(G).

 HGUC RX-78(G) Ez8 Ground Gundam GUNPLA

sabato 21 giugno 2014

GUNDAMODELLISMO: HGUC Gouf Custom MS -07B - Review Gunpla - A cura di Frost

Ciao a tutti e benvenuti in questa nuova rubrica di recensioni di Gunpla! 

Io sono Frost, al secolo Lorenzo Giacomello, e da più di un anno su questi piccoli robottini ho speso, soldi, sudore e sangue (soprattutto quest'ultimo) in gran quantità. Ma bando alle ciance, e andiamo ad analizzare questo nostro primo modello:



Gunpla Gouf Custom HGUC MS -07B -



Questo modello è la versione più aggressiva (come dice appunto il nome, custom) del MS-07B Gouf, che veniva pilotato dallo splendido Ramba Ral nella prima serie di Gundam.



HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA MS -07B -


Eppure, anche se entrambe le Mobile Suit hanno calcato il suolo terrestre durante la guerra di un anno (la famosa OneYear War, per i fan più precisi), il Gouf Custom, Suit di Norris Packard, era relegato più alla protezione di un progetto segreto (per maggiori dettagli si consiglia la visione di Mobile Suit Gundam 08th MS Team), che all’effettivo combattimento in prima linea.




HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA HG MS -07B -


Ovviamente, mica si mettono dei Rookie a fare la guardia ad un progetto segreto. Infatti il sopracitato Norris era un figo della madonna, del tipo che può abbattere un’intera squadra di MS da solo! (si ho detto ERA, avrei dovuto mettere un bello SPOILER ALERT prima di questa review).



 Fatto sta, che una persona tanto speciale mica può combattere su quella che era ormai diventata una Mobile Suit prodotta di massa, no? Eh.. appunto, ecco il Gouf Custom, modello che rispetto all’originale sostituisce l’armamento prettamente da corpo a corpo (si lo so, i robottoni che combattono a pugni fanno figo, ma parliamo di MOBILE SUIT GUNDAM, che più che una serie sui robottoni è un dramma di guerra) con aggiunte quali la Gatling da 75mm, la mitragliatrice a tripla canna da 35mm, e l’Heat Wire, che soppianta l’Heat Rod (usato come frusta dal Gouf tradizionale), dando al Gouf Custom un aspetto sicuramente più realistico, e perfettamente in linea con la serie di cui si trova a fare parte.




HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA HEAT WIRE MS -07B -


Ma passiamo al Gunpla: il modello è del 2010, e parola mia, si vede! Le plastiche si dividono 4 colori principali: due gradazioni di grigio, un blu molto scuro e un azzurro-grigio. Per quanto riguarda le articolazioni, beh, gambe e braccia hanno una buona mobilità, cosa che permetterebbe un discreto range di pose possibili ma… è sempre un Gouf, e questo comporta determinati limiti al movimento della Skirt Armor anteriore (quella posteriore, come nel 90% degli High Grade non si muove) dovuti alla presenza dei tubi. Gli stessi tubi vanno ad impedire il movimento delle Skirt Armor laterali. La testa invece può risultare scomoda da muovere, ma in realtà è in grado di ruotare per 360° (io sconsiglio di posare un gunpla con la testa girata verso la schiena, ma è solo un mio punto di vista personale, eh). 


MS -07B - gunpla gouf custom


Ed ora parliamo di quello che tutti aspettavate: le armi!


HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA weapon MS -07B


Come salta all’occhio, il Gouf Custom è famoso per il suo scudo dotato di Gatling. Gli dà un aspetto parecchio arrogante, sì. Ovviamente sembra un pezzo estremamente pesante, che può comportare problemi alla stabilità del modello… e invece no!
Non ho idea di chi abbia progettato questo modello, ma dovrebbero dargli sicuramente un bel premio quelli della Bandai. Non solo il pezzo è solido e leggero, ma non inficia l’equilibrio del modello in un buon 80% di pose e soprattutto se mettete la Gatling in puntamento, QUESTA RESTA IN PUNTAMENTO, senza neanche bisogno di ricorrere all’incastro costruito apposta per mantenere il braccio in una posizione fissa!




HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA MS -07B


La spada invece incontra i soliti problemi che tutte le armi da mischia del principato di Zeon trovano sulla loro strada, restando lasca nella mano, ma se si riesce a trovare la posizione magica, può anche essere possibile far sembrare questa tenuta in una posizione figa.


HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA MS -07B


La mitragliatrice da 35mm va a sostituire la Finger Gun del Gouf normale (a mio parere orribile) andando ad aggiungere un bel pezzo di armamentario sul braccio sinistro.




HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA 35 mm MS -07B


Certo, finchè non viene rimosso lo scudo è impossibile osservarla in tutto il suo splendore, ma in quei casi fa la sua porca figura, dato che è fornita dello sticker metallizzato da applicare sull’ottica (cosa che molte altre armi presenti in kit HGUC non possono vantarsi di avere). Per quanto riguarda L’Heat Wire invece, abbiamo un bel fil di ferro gommato, che in quanto tale permette di inscenare tutti i movimenti che una persona civile vorrebbe mai potergli dare! 


Purtroppo però questo kit ha anche dei lati negativi. Oltre a quanto già citato in materia di mobilità (ma c’è poco da fare è questione della progettazione della Mobile Suit in sé) sorge il problema degli sticker. Eh si, ce ne sono solo due: il Monoeye (ovvero l’occhio) e l’ottica della mitragliatrice da 35mm.



HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA MS -07B


 Per quanto la cosa non sia poi così errata, dato che nella stessa serie il Gouf Custom stesso era privo di simboli (a differenza delle Mobile Suit della Federazione Terrestre) non sarebbe stato male avere qualche adesivo per dargli quel tocco di realismo in più che gli OVA trasudano tanto. Consoliamoci dicendo che è realistico rispetto l’anime.



È quindi giunto il momento del verdetto:

 Io dico che come modello si merita un bel 9- in fin dei conti è un modello solido, facile da costruire, con un bel carnet di accessori (anche se quasi nessuno sticker) e dall’aspetto profondamente arrogante. RECOMMENDED!



Detto questo non resta che salutarci, io mi sono divertito un sacco con questa mia prima review, spero di essere stato utile a quei quattro ragazzi che magari hanno accennato un pensiero sul procurarsi questo Gunpla. Ci vediamo alla prossima Mobile Suit!



HGUC GOUF CUSTOM GUNPLA MS -07B