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domenica 27 settembre 2015

GUNDAMODELLISMO HG F91 Gundam F91 - review Gunpla - a cura di Frost

Ciao a tutti e bentornati finalmente alla rubrica delle recensioni. Ne è passata di acqua sotto i ponti dall’ultima review, ormai l’estate è finalmente finita, così come la sessione d’esami, e finalmente il vostro caro Frost può smettere di nascondersi nel suo antro oscuro. In realtà questa recensione sarebbe dovuta uscire a luglio, ma il computer è stato simpatico ed ha deciso di perdere rovinosamente tutti i dati mentre ero in vacanza. Eccoci quindi, dopo una formattazione e svariati libri di diritto più tardi, a pronunciarci sull’amato argomento dei miei giocattoli per adulti preferiti.


In questo anno passato insieme abbiamo osservato fondamentalmente kit basati su mecha dell’Early Universal Century, che di per se sono anche quelli generalmente più facili da reperire, con qualche sprazzo di After War Era. Oggi però cambiamo target concentrandoci su di una piccola chicca (in tutti i sensi) fuoriuscita da uno dei film di Gundam che preferisco, Mobile Suit Gundam F91.


All’interno della timeline UC, l’opera si piazza verso la parte finale di questa, e ci propone una storia nuova, incredibilmente priva della classica diatriba tra Federazione Terrestre e Principato di Zeon/Neo Zeon. Questa volta alla Federazione (relativamente assente, tra l’altro) si contrappone la Crossbone Vanguard, la forza militare privata della famiglia Ronah, la cui visione del mondo si manifesta nel tentativo di instaurare un sistema di governo mondiale fondato sull’aristocrazia, nonché nella gestione del problema di sovrappopolazione, tramite lo sterminio di massa. Insomma, un mix tra la Regina d’Inghilterra ed i cattivi di James Bond (anche perché provate a scontrarvi con uno che si chiama Iron Mask Carozzo e non farci nemmeno un pensiero). Purtroppo il film ha delle tempistiche che si sentono strane e forzate, in quanto inizialmente questo concept sarebbe dovuto essere sviluppato in una serie vera e propria, con tutto quello che ne deriva (come esempio, provate ad immaginare Breaking bad riassunto in un solo film), ma nonostante tutto è estremamente piacevole da vedere.
Ma io non sono qua per recensire un film, quindi buttiamoci subito sul pezzo, e andiamo a capire perché volete comprare il kit del Gundam F91.


Punto primo, questo modello è solido. Si, mi è già capitato in passato di lodare questa caratteristica per altri kit, ma nel caso del Gundam F91, a momenti si raggiunge il livello action figure.


Punto secondo, le articolazioni. Le braccia hanno un range di movimento di quasi 180° di flessione e grazie ad un concept di assemblaggio diverso rispetto al solito, un estensione verticale pressoché completa. Le gambe, dotate di doppio joint (come le braccia in fin dei conti) permettono una piega di poco superiore ai 90°, ma che balza all’occhio come molto naturale. Bacino, anca e testa invece seguono i dettami ormai standard. Particolare menzione va data ai piedi, che riescono ad offrire una superficie piatta d’appoggio, anche nelle pose con gambe ridicolmente dilatate.


Punto terzo, il design. Come credo si noti dalle foto, questo kit non è il solito Gundam. Ok, i colori sono effettivamente quelli d’ordinanza, o comunque qualcosa che vi si avvicina molto, ma già la linea del busto dovrebbe far intuire che qualcosa non segue la norma. Come dicevo prima, infatti l’assemblaggio di questo kit presenta degli elementi di novità, rispetto a ciò che ormai siamo abituati a vedere, un esempio su tutti è rappresentato dall’articolazione della spalla, dove il poli-cap, invece di essere inserito, come di regola, nel petto, viene questa volta incorporato dallo spallaccio, mentre il maschio della giuntura si trova nel petto. Insomma, il processo di costruzione porta un po’ di aria fresca.


Punto quarto, la separazione dei colori. Partiamo dal presupposto, che generalmente non apprezzo l’eccessiva presenza di stickers in un Gunpla, visto che il risultato non rende quasi mai giustizia al modello. Tuttavia, quando l’utilizzo è inevitabile, ma viene ragionato bene, alla fine ci si ritrova tra le mani un modello come il Gundam F91. Per intenderci, inizialmente ero scettico di come sarebbero apparsi i due VSBR, contando che il guscio esterno è integralmente bianco e la parte in blu notte è un adesivo. Poi mi sono detto di provare a vederlo coi miei occhi, tanto non sarebbe certo stata una modifica permanente, avrei sempre potuto rimuoverli e dipingere. Beh, non li ho più toccati. Tutti gli altri sticker invece sono semplici dettagli, piccolezze che aggiungono un po’ di colore ad un kit altrimenti molto blando, ma che non pesano affatto esteticamente, anzi, finiscono per valorizzarlo ulteriormente.


Punto quinto, gli accessori. Tenendo conto che i VSBR (acronimo che sta per Variable Speed Beam Rifle) sono permanentemente montati sul Gundam, abbiamo un dettagliatissimo beam rifle che fa il paro con un altrettanto dettagliato bazooka (che al limite meriterebbe qualche tocco di colore) due Beam Saber ENORMI per un HG di queste dimensioni (e purtroppo anche l'unico punto dolente dell'intero armamentario, essendo effettivamente tanto lasche, quanto sono solide le altre armi), e la chicca del late Universal Century, il Beam Shield, dall’aspetto assolutamente spettacolare. Ok, non è tantissimo, ma la cura riposta in tutti questi pezzi di armamentario vale molto più di una tonnellata di armi.


Punto extra, la “trasformazione”. Il Gundam F91 ha una peculiarità, la velocità (ora, evitando spoileroni, vi basti sapere che la F di F91 sta per Formula), il design stesso richiama il concetto di velocità, ma al contempo quello di surriscaldamento (andiamo il petto è un enorme radiatore), andando quindi ad evidenziare il problema della dissipazione del calore. Ecco quindi che dagli spallacci possono fuoriuscire degli ulteriori radiatori (in realtà fuoriescono nel film, qua bisogna sostituire i due pezzi) e che la maschera facciale si apre (come prima, solo nel film, qua bisogna cambiare la testa) per fare cose che in realtà non sono molto ben spiegate nel film, o che forse non ho capito bene io.


Insomma, rendiamoci conto che se sono qua a scrivere così tanto per un kit compatto ed economico un motivo ci deve essere. E questo motivo è che in realtà lo state già comprando, anche solo per dipingere di rosso le parti blu e proporlo in salsa F91 Imagine, come nella prima serie di Gundam Build FIghters.


Anche per questo Gunpla devo comunque ringraziare Vincenzo della Comics Addiction, che da bravo spacciatore me l’ha procurato un paio di fiere fa, e che questo weekend (considerato l’orario d’uscita di questa recensione farei bene a dire “oggi”) sarà presente alla fiera di Fumettopoli che si tiene in quel di Assago. Insomma, se vi trovaste nei paraggi fateci un salto, e magari ditegli pure che vi mando io, è un simpaticone, e quattro chiacchere fanno sempre piacere. Soprattutto quando si è circondati da montagne di Gunpla.


Detto questo, ho l’impressione che ormai enunciare un verdetto per questo kit sarebbe solo una formalità, ma le tradizioni è meglio seguirle, e se mi sputtano ulteriormente lo schema di questa review, poi finisce che comincio ad incasinare pure le prossime, quindi, bando alle ciance, ULTRA RECOMMENDED.
Davvero, compratelo.

Ci vediamo alla prossima review.














lunedì 20 aprile 2015

GUNDAMODELLISMO HGUC MS-06FZ ZAKU II FZ - REVIEW GUNPLA - A CURA DI FROST

Cominciamo questa review con una precisazione. No, Frost non si è tramutato in ghiaccio, come il suo nome indicherebbe. No, Frost non è diventato un minerale per cui contano solo le ere geologiche. E no, Frost non era in degenza ospedaliera a causa delle botte ricevute per non aver scritto sul blog recentemente. Ok, quel recentemente, applicato a questo caso fa sembrare quasi plausibile la storia delle ere geologiche. Ma basta chiacchere, e affrontiamo il post, che se no poi mi meno via, e la recensione va a farsi benedire.



martedì 27 maggio 2014

E' l'ora dei GUNPLA! I modellini da costruire delle serie di Gundam -INTRODUZIONE

Ultimamente conosco chi passa il tempo sempre così:



GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.GUNPLA.


A furia di sentire una parola ripetersi nell'aria mi sono incuriosita: MA COSA SONO QUESTI GUNPLA?



Sono i modellini di Gundam, veri e propri kit da costuire da zero, super dettagliati e già colorati.
Ma perchè una persona deve comprarsi un robottone super complesso e definito per poi doverselo montare da solo tra lacrime e sangue? (tanto sangue)

Tanti anni fa, nel lontano 1978 dalla mente di un autore/sognatore, dal nome di cosa buona: Tomino, sono nati i robottoni con le spade laser, UOOOPS! Scusate, co le Beam Saber,  che noi tutti siamo abituati a chiamare Gundam.
Siccome il Giappone è capitalista convinto non si poteva aspettare troppo prima che il merch di questa fantastica serie fosse prodotto: così sul finire degli anni 80 sono comparsi i primi modellini da costruire.



(uno dei primissimi modelli in commercio)


C'è un motivo ben preciso se si chiamano GUNPLA, ed è molto affascinante: il nome è composto da Gun (dam) + Pla (mo), OK sappiamo cos'è la prima parte....ma la seconda? Plamo: un modellino in plastica (plastic model, i giappi contraggono tutto e otteniamo PLAMO). Questa definizione era utilizzata speialmente per i modellini riconosciuti dell'epoca, quali trenini e cose belliche, con relative scale di riduzione ufficiali come la 1/144 e la 1/100. I Gundam non sono stati visti come cose fantastiche quindi...ma trattati come veri mezzi militari e han seguito le riduzioni in scale ufficiale! Anche se han dovuto colorarli come arlecchini in pensione....c'est marketing.



Inizialmente consistevano in semplicissimi kit da staccare, incollare...e colorare a mano! Un po' alla maniera Warhammer.
Queste prima versioni sono note come "First Grade", abituatevi al suono della parola Grade, poi capirete perchè.



COLORATO A MANO MERDA vs COLORATO CON I CONTROCAZZI...





Inutile dire che fosse già fighissimo come concetto ma non proprio alla portata di tutti: richiede materiale e tanta pazienza...ma anche manualità. Non voglio pensare alle 'meraviglie' prodotte dai meno portati artisticamente.
Quindi sul finire degli anni 90 sono apparsi gli eredi di questa prima generazione: nasce il concetto di HIGH GRADE.
Cosa cambia? E' stata in realtà una continua evoluzione: con il passare del tempo si affinano le tecniche di produzione e si arriva ad avere i runner (ovvero le griglie alle quali sono attaccati i vari pezzetti) fatti in plastica colorata già nella tinta definitiva! Basta pennelli e colori costosi...e camera sporca e madri incazzate. Inoltre le varie parti piccolissime passano dalla colla a sempre più complessi progetti ad incastri, al limite della perfezione, generando anche delle giunture funzionanti e permettendo pose sempre più realistiche (nei termini di paragone dell'anime)!


(HG)


Dopo questo periodo simbolico di rinascita dei Gunpla, il pubblico si fa sempre più raffinato e chi ha senso artigiano pretende sempre kit più complessi...così abbiamo:

- ADVANCED GRADE (AG): i più facili e adatti per iniziare se sei un ragazzino...diciamo anche cresciuto, che non ha mai avuto a che fare con sprue, o runner che siano, e modellismo di sorta. Molto semplici da staccare i pezzi, grazie aglii undergate (le parti che collegano i pezzetti da costruire con la griglia, appunto il "runner") tanto sottili che basta una semplice pressione delle dita per staccarli. Non serve altro che la mera confezione, si assemblano in poco tempo. Sono comunque molto carini, perfetti per approcciare il mondo del Gundamodelissimo e riempire di cose belle e robottone la cameretta. Le giunture sono basilari e limitate. Costano poco (10/15€)




-HIGH GRADE (HG) Modellini in scala 1/144, in materiale plastico colorato, con tecnologia ad incastro e snodature, non complessissimi ma ben dettagliati. Completano la confezione sticker di maniacale realizzazione con tanto di scrittine piccine picciò. Saranno la prova del nove della vostra mano ferma. Sono la linea di punta, per rapporto qualità/prezzo e si trovano in vendita tra i 18 e in 25 euro.




-REAL GRADE (RG) Più complessi, dettagliati e con una suddivisione in pezzi ancora più piccoli. Le possibilità di movimento sono maggiori e più "naturali", rappresentano la sintesi delle tre tecnologie dei "grade", si trovano dai 25 ai 35 euro



-MASTER GRADE (MG): in scala 1/100, molto più complessi, con più parti stacabili e snodature sempre più complesse e perfette. Con il passare del tempo e le varie edizioni, si sono sviluppati dettagli incredibili quali l'inner frame (una sorta di scheletro interno in materiale plastico in grado di donare stabilità alle parti complesse e sorreggere al meglio la postura scelta) e la possibilità di inserire un led illuminante nella zona degli occhi/occhio. Al posto degli sticker decorativi questa versione prevede i water slide,  decalcomanie ad acqua. Range di prezzo: 30/45€ fino ai 100 €





-PERFECT GRADE (PG): Avete una cameretta molto spaziosa, tanti soldi da investire e una pazienza titanica....modellini in scala 1/60, perfettissimi con scheletro meccanico interno super mobile d'ordinanza, pannelli dettagliati fino allo sfinimento, decalcomanie a secco, led negli occhi. Grandi, bellissimi. Costosissimi. Siamo dai 200 ai 300 euro.







Esistono anche modelli con scheletro interno in metallo, conosciuti come Metal Build, per fronteggiare la fragilità.

Prepararsi al dolore fisico (cutter infilzato nel polpastrello, colla di supporto ovunque) e quello psicologico (non si stacca, non si incastra, ho calpestato un pezzo) e alla frustrazione più totale....ma anche alla soddisfazione che solo il prodotto della propria fatica e delle proprie mani più dare: li guarderete come fossero vostri figli XD! 
Ma perchè dovrei farlo? Semplice: é E' FIGO. Ti fa sentire un entità suprema in grado di assemblare una macchina militare complessissima e cazzutissima, che dovrebbe arrivare all'altezza venerabile di 18 metri. Tutta questa magia ingegneristica è contenuta in una scatoletta modesta, più piccola di quella delle scarpe.

Bisogna armarsi di una base da lavoro, tipo un tappetino di gomma da modellismo, un x-acto knife o un cutter (per gli intrepidi anche un bisturi), pinze, carta vetrata 1000 e un pochino di colla per i casi estremi (chiamati anche "manidicacca-horottounpezzo").

Bene, questo è solo un post introduttivo al Gundamodellismo...ce ne sarebbe da scrivere una bibbia. Periodicamente posterò recensioni di kit, spiegazioni aggiuntive e qualche cenno alle serie....oltre alle foto della collezione che ho sottomano ;3 

Saluti Gomitoli!!!